Museo di Palazzo Pretorio di Prato

 
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DETTAGLIO MUSEO

Il Museo Civico di Prato ha sede nel Palazzo Pretorio, sito in piazza del Comune, al centro della città. Le prime notizie riguardo il Palazzo risalgono alla fine del Duecento, quando il capitano guelfo Francesco de’ Frescobaldi decide di acquistare l’edificio già di proprietà Pipini per ospitare le magistrature forestiere, il tribunale e le prigioni. Tra il 1334 e il 1338, il Palazzo viene ingrandito per mano di maestranze fiorentine e se ne modifica l’aspetto originale di stampo medievale; nel corso dei secoli successivi, e soprattutto nel Settecento, vengono attuate tutta una serie di migliorie che trovano il loro apice nei restauri di fine Ottocento, quando si doveva decidere se demolire lo stabile o meno. Nel 1912 un’importante campagna di restauro porta all’apertura della Galleria Comunale che si trovava precedentemente nel Palazzo del Comune. L’ultimo restauro è stato avviato nel 1998 e viene terminato nel 2013 e ha permesso di riaprire in settembre il museo alla città con la mostra Da Donatello a Lippi. Officina pratese.

La storia del museo prende le mosse dalla decisione del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena di raccogliere nel palazzo una collezione di dipinti per gli allievi della Scuola comunale di Disegno (1788). Le collezioni si accrescono grazie a donazioni ed acquisti, fino all’inaugurazione ufficiale del primo allestimento, ad opera di Giovanni Papini, nel 1912. Nel 1926, per iniziativa di Angiolo Badiani, è affidato al museo in deposito statale un primo nucleo di gessi dello scultore di origini pratesi Lorenzo Bartolini e nel 1954 il museo viene riaperto con il nuovo allestimento, ad opera di Giuseppe Marchini. A fine anni Ottanta, lo spazio viene chiuso per essere restaurato; in questi anni di progettazione di nuovi allestimenti, vengono acquistate opere come il Crocefisso di Filippino Lippi e le pale di Santi di Tito e Alessandro Allori donate da Angela Riblet.

Il museo raccoglie molte opere d’arte che spaziano dal Medioevo fino all’Ottocento. Fra queste, vanno ricordati il polittico con le Storie della Cintola di Bernardo Daddi, i polittici di Giovanni da Milano e di Lorenzo Monaco, opere di Filippo Lippi quali la Madonna del Ceppo e l’Adorazione del bambino e di Vincenzo Ferrer, di Filippino Lippi l’Annunciazione con San Giuliano, il Ripudio di Agar di Mattia Preti e le Cabine di Ardengo Soffici. La collezione comprende anche un’importante corpus di sculture dei più importanti artisti del tempo, quali Andrea della Robbia e Benedetto Buglioni.