Pinacoteca di Brera, Milan

 
museum
DETTAGLIO MUSEO

La Pinacoteca di Brera si configura come un complesso che comprende l’Accademia delle belle arti, la Biblioteca nazionale braidense, la Soprintendenza per il patrimonio storico ed artistico, l’Istituto lombardo di scienze e lettere, l’Orto botanico e l’Osservatorio astronomico.

Le origini di questa collezione, il cui corpus spazia in un arco cronologico dal Duecento al Novecento, con opere esemplari della cultura figurativa nazionale e internazionale, permettono di comprendere i motivi della sua eterogeneità e varietà. La pinacoteca di Brera è ospitata nell’omonimo palazzo edificato sull’area anticamente occupata dall’ordine degli Umiliati, stabiliti a Milano nel 1209, sito nel centro della città e progettato dall’architetto milanese Carlo Maria Richini e poi rinnovato da Giuseppe Piermarini.

A partire dal 1773, con la soppressione dell’ordine dei Gesuiti, Brera diventa proprietà statale. Una prima raccolta è affiancata all’Accademia voluta da Maria Teresa d’Austria, con l’intento di costituire una collezione di opere esemplari destinate alla formazione degli studenti.

Quando Milano divenne capitale del regno italico per volontà di Napoleone, la galleria si trasforma in un vero e proprio museo dove esporre, accanto alle opere già presenti, i grandi dipinti provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi, in tutto circa 269; si apre così al pubblico, nel 1809 una raccolta unica nel panorama dei musei italiani, che vede, tra gli altri, Lo sposalizio della Vergine di Raffaello, la Crocefissione di Bramantino, La disputa di Santo Stefano di Carpaccio.

A partire dal XIX secolo, a causa della soppressione di molti ordini religiosi, la collezione si arricchisce di grandi teleri requisiti da chiese e conventi lombardi, cui si aggiungono opere di identica provenienza sottratte ai dipartimenti del Regno Italico, grazie all’iniziativa di Giuseppe Bossi e Andrea Appiani. Questo spiega la presenza massiccia di dipinti sacri di grande formato, che conferiranno al museo parte della sua particolare fisionomia, oltre le vedute del Bellotto e i ritratti di Lorenzo Lotto.

Con Corrado Ricci, scrittore e storico dell’arte di indiscussa fama, l’esposizione viene ordinata secondo un rigoroso ordine cronologico per scuole e completano la collezione il Polittico di Valle Romita di Gentile da Fabriano e gli Uomini d’arme di Bramante. Dopo lo storico riordino di Ettore Modigliani e dell’architetto Piero Portaluppi e in seguito ai bombardamenti del 1943, la direttrice Feranda Wittgens assegna alla Pinacoteca un assetto moderno e quasi aristocratico, avvalendosi anche dell’opera di Franco Albini.

Entrano a far parte della collezione dipinti e sculture del Novecento grazie alla donazione di Emilio e Maria Jesi (1976), alla donazione Vitali (1984) e a mirate acquisizioni gestite dalla storica Associazione Amici di Brera che da sempre hanno reso il museo dinamico e in continua evoluzione. Tra queste, l’Autoritratto di Umberto Boccioni, la Madre e Figlio di Carlo Carrà, la Natura Morta di Giorgio Morandi, Il carro rosso di Fattori e il Pergolato di Silvestro Lega. Il direttore di allora, Franco Russoli, avvia un processo di ampliamento degli spazi nel palazzo Citterio e denuncia i problemi esistenti con la celebre mostra Processo per il Museo del 1974, tenuta nelle sale disallestite. La Pinacoteca viene riaperta e ampliata con Carlo Bertelli.

La storia più recente della Pinacoteca comincia nel 1989, con un processo di rinnovamento degli impianti tecnologici e di riorganizzazione degli spazi. Il riassetto museografico si deve all’opera di Vittorio Gregotti, a cui si deve la realizzazione delle sale napoleoniche e dei piccoli ambienti che affiancano la galleria iniziale.

Tra i capolavori presenti di rilevanza internazionale si ricordano di Piero della Francesca la Pala Montefeltro, il Cristo morto di Andrea Mantegna, la Predica di Gentile e Giovanni Bellini, il Martirio di San Vitale di Barocci, le scene di genere di Antonio Campi, il Cristo alla Colonna di Bramante, la Cena in Emmaus di Caravaggio e il Bacio di Hayez.

Il 17 dicembre 2011 è stata inaugurata la nuova scala di ponente, progettata da Adolfo Natalini, che consente il collegamento del piano storico della Galleria ai nuovi ambienti del primo piano. Infine, l’ultimo, recentissimo (2017), ri-allestimento si è proposto di rinnovare il cuore di Brera, i Saloni Napoleonici.