Sant’Ansano battezza una bambina

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Vincenzo Rustici

Sant’Ansano battezza una bambina

Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Siena
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La tela, di forma quadrata, raffigura Sant’Ansano, uno dei quattro santi patroni di Siena con Crescenzio, Vittore e Savino, mentre battezza una bambina. All’inizio del IV secolo d.C., infatti, il santo fu il primo evangelizzatore presente in città; lui stesso somministrava il battesimo ai senesi.

Qui il giovane Ansano è raffigurato in piedi mentre tiene con una mano la Balzana cioè il vessillo della città riconoscibile dai colori tradizionali: il bianco e il nero. Con la mano destra, invece, versa da una ciotola l’acqua del battesimo sul capo di una bambina, inginocchiata ai suoi piedi. La piccola, coperta da un panneggio bianco, che ferma sul petto tenendo le braccia e le mani incrociate, è voltata verso l’osservatore e a lui si rivolge con sguardo sicuro e sereno. I capelli scuri sono acconciati con fiori di campo. Dietro di lei si trova un altro bambino, il fratellino molto somigliante ed elegantemente vestito come un piccolo paggio; il bimbo, infatti, indossa una gorgiera, brachette e una giubbetta gialla e bianca. Forse anche lui, inginocchiato e con le mani giunte in preghiera, attende di ricevere il sacramento. Alle sue spalle si vedono un uomo e una donna – probabilmente i genitori – e un’altra bambina un po’ più grande degli altri, che volta le spalle al santo e si rivolge alla donna inginocchiata, indicandole la scena.

Sullo sfondo si riconoscono la piazzetta davanti all’ingresso dell’antica chiesa di Sant’Ansano in Castelvecchio, con molte persone sedute o in piedi che conversano, e la porta Aurea, oggi distrutta.

Si è ipotizzato che il dipinto, che pare raffigurare una famiglia senese che assiste al battesimo dei propri figli, possa essere un ex voto, forse legato a un fatto miracoloso che potrebbe aver coinvolto il battesimo della bambina.

Il quadro è inserito entro una cornice lignea intagliata e dorata e si data non oltre gli anni Ottanta del Cinquecento, anche in base alle vesti dei personaggi che sono contemporanee.

La tela proviene dalla collezione Sanelli di Siena, dove si trovava tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento; passata dalla Galleria Carlo Orsi di Milano è stata acquistata dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena nel settembre del 2007.

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Dettagli Autore

Nacque a Siena nel 1556 e crebbe in un ambiente fortemente artistico. Il padre Lorenzo, detto il Rustico, era pittore ed anche il fratello maggiore, Cristofano. Per questo motivo Francesco fu nominato “il Rustichino”.
La sua formazione, oltre che in famiglia, avvenne con Alessandro Casolani, che era suo cognato. I due pittori collaborarono e alla morte di Casolani il Rustici completò la sua Resurrezione di Lazzaro per la basilica di San Francesco a Siena.

Autore di pitture a soggetto religioso, Vincenzo è soprattutto noto per le vedute di Siena che dipinse alla metà degli anni Ottanta del Cinquecento: Caccia ai tori nel Campo di Siena e La sfilata delle Contrade. I dipinti descrivono l’aspetto di Piazza del Campo a quel tempo ma soprattutto rappresentano il cuore della città in due momenti di festa restituendo due importanti episodi della tradizione e del costume cittadino.

Morì a Siena nel 1632.

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Vincenzo Rustici
Dettagli Museo

La Fondazione Monte dei Paschi di Siena è stata costituita il 28 agosto 1995 con il conferimento dell’attività Bancaria e si configura come la banca più antica al mondo ancora operante. Ha sede nel Palazzo Sansedoni, che si affaccia su Piazza del Campo, e si impegna a svolgere attività filantropiche nei settori culturali, artistici ed ambientali.

La fondazione conserva e valorizza due collezioni: quella di Opere d’Arte e quella Malandrini di Fotografia Senese; entrambi i fondi sono completamente digitalizzati e consultabili on-line. La prima raccolta comprende oggi 57 pezzi che cercano di raccontare il panorama artistico senese che è stato disperso nel corso dei secoli. È stata istituita un’apposita commissione di studiosi e storici dell’arte volta ad individuare opere della scuola senese tra il XIII e il XVIII secolo. Tra queste, si ricordano di Segna di Bonaventura la Madonna col Bambino in trono, San Bartolomeo, Sant’Ansano e una donatrice, la Santa Lucia del Maestro dell’Osservanza, la Madonna col bambino e il San Giovannino del Brescianino, la Santa Cecilia di Ventura Salimbeni, il Compianto sul Cristo morto di Francesco Vanni, di Rutilio Manetti il San Girolamo penitente e la Sacra famiglia con Maddalena di Bernardino Mei.

La raccolta Malandrini è intitolata al suo fondatore, Ferruccio Malandrini, a sua volta fotografo, e viene istituita nel 1975. Raccoglie fotografie storiche e documentarie relative al suo territorio, risalenti al periodo tra il 1853 e il 1950. La collezione è raccolta in 135 unità. Le unità rappresentano la suddivisione del collezionista avvenuta per nuclei tematici, per provenienza, per caratteristiche tecniche e storiche, e contano in totale 11.389 esemplari.

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