Santa Lucia

Scopri come Cinello porta la grande arte a casa tua tutelando il patrimonio artistico italiano con l’aiuto della tecnologia digitale.

Scopri di più
About

Sano di Pietro

Santa Lucia

Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Siena
Dettagli Opera

Secondo la ricostruzione di Andrea De Marchi il dipinto era in pendant con un San Giovanni Battista che adesso si trova a Dallas, in collezione privata, e faceva parte del Polittico della Passione che, nella parte centrale, comprendeva la Madonna con Bambino della collezione Lehman al Metropolitan Museum di New York.

Doveva trattarsi di un polittico molto importante che comprendeva, tra i vari scomparti, anche la rappresentazione di San Francesco che riceve le stimmate (Siena, Pinacoteca Nazionale) e di Sant’Ansano (Torino, collezione privata), uno dei quattro patroni di Siena.

Il nostro scomparto, in particolare, raffigura Santa Lucia, patrona della città di Siracusa, in Sicilia, rappresentata con la palma del martirio nella mano destra e con un piatto nella sinistra contenente coppie di occhi umani, suo attributo. Il nome Lucia, infatti, evoca la luce (“lux”) che è associata alla vista di cui lei è protettrice.  La santa è qui raffigurata in piedi su un fondo completamente oro. In origine era a figura intera poi, in un momento non individuato, la tavola è stata tagliata fino a poco sotto il busto. Lucia indossa una veste raffinata, rossa con decorazioni in oro alle maniche, sullo scollo e sul petto, che emergono dal mantello; quest’ultimo, altrettanto elegante, ha ampie maniche di un colore tra il giallo e il verde, si apre sul davanti e ricade con morbide e pesanti pieghe. I capelli della santa sono biondi e raccolti, impreziositi da un nastro rosso.

L’opera, che si data intorno al 1440, è attribuita al Maestro dell’Osservanza, che gli storici dell’arte identificano con la fase giovanile del pittore senese Sano di Pietro. Ciò è confermato, nel caso del nostro dipinto, dal particolare aspetto degli occhi contenuti nel vassoio: essi, infatti, sono rappresentati allo stesso modo in tre diverse raffigurazioni della santa, opera di Sano di Pietro: il Trittico di San Bartolomeo (1447, Siena, Pinacoteca Nazionale), l’affresco con l’Incoronazione della Vergine (1445, Siena, Palazzo Pubblico), dove la santa è all’estrema destra, e un particolare dalla predella della chiesa di San Pietro alle Scale.

La figura molto elegante ricorda Gentile da Fabriano, la cui influenza è evidente anche nel gesto affinato della mano di Lucia che stringe la palma; il disegno netto, che traccia i tratti del volto affilati come il naso o le stesse mani agili e sottili sono caratteristici dell’opera di Sano di Pietro.

 

Nell’Ottocento la Santa Lucia era nella collezione dei baroni Söhlen von Söhlenthal, quindi alla fine degli anni Venti del Novecento passò all’Aja, nella raccolta Verburgt. La Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha acquistato la tavola il 9 luglio 2008 all’asta Sotheby’s di Londra.

 

Bibliografia essenziale:

De Marchi A., La «Santa Lucia» del Maestro dell’Osservanza. Sano di Pietro e la firma degli occhi, s.d.;

De Marchi A., in Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Raccolte d’arte senese vol. II. Opere dal XIV al XVIII secolo, Siena, Monte dei Paschi di Siena 2009, pp. 24-31;

De Marchi A., in Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento, catalogo della mostra (Siena, 26 marzo-11 luglio 2010), a cura di M. Seidel, F. Caglioti, E. Carrara, L. Cavazzini, M. Ciatti, E. Cioni, A. De Marchi, G. Fattorini, A. Galli, L. Simonato, Milano, Federico Motta Editore 2010, cat. C. 35, pp. 272-275;

  1. VV., Lo stato dell’Arte – l’Arte dello Stato. Le acquisizioni del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Colmare le lacune – Ricucire la Storia, catalogo della mostra (Roma, 26 maggio-29 novembre 2015), a cura di M.G. Bernardini, M. Lolli Ghetti, Roma, Gangeli Editore 2015, p. 165;

De Marchi A., in Capolavori e restauri del Comune di Siena e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, catalogo della mostra (Siena, 23 settembre 2010-9 gennaio 2011), a cura di A.M. Guiducci, E. Toti, L. Bonelli, A. Bagnoli, Colle Val d’Elsa, Salvietti e Barabuffi 2010, pp. 40-43;

Leggi di più...

Dettagli Autore

Sano di Pietro nasce a Siena nel 1406. Insieme con il compagno Giovanni di Paolo è stato allievo del Sassetta, il maggior pittore senese del secolo, per poi essere, a sua volta, a capo di una fiorente bottega.

Sano lavora principalmente tra Siena e alcuni centri minori, dove sviluppa un linguaggio fortemente narrativo, dai modi e le tinte aggraziate e piacevoli. Ottiene i migliori risultati soprattutto sul piccolo formato come le predelle, le miniature, dove il suo stile si rivela più fedele ai modi del Sassetta e del Maestro dell’Osservanza. Tra le sue opere più interessanti la Madonna con Angeli, e i santi Girolamo e Bernardino di Bruxelles; le due Predicazioni di San Bernardino della sala capitolare del duomo di Siena; l’affresco dell’Incoronazione della Vergine, incominciato dal Sassetta, a Porta Romana a Siena (a riguardo il Lanzi definì il lavoro di Sano “in qualche cosa migliore” rispetto a quello del maestro).

Dato che la prima opera certa di Sano risale, in effetti, al 1443, quando, pittore già maturo, lavora nella Sala della Balia nel Palazzo Pubblico di Siena, gli studiosi hanno ipotizzato l’identificazione della prima fase pittorica dell’artista con la produzione di quello che viene chiamato Maestro dell’Osservanza, pittore anonimo attivo a Siena nel secondo quarto del Quattrocento, vicino agli ambienti del tardo-gotico fiorentino e della tradizione senese.

Questo pittore anonimo deve il suo nome di Maestro dell’Osservanza al trittico che raffigura la Madonna col Bambino e i santi Ambrogio e Girolamo, conservata nella basilica dell’Osservanza a Siena. A partire da questo dipinto, infatti, la critica è stata in grado di costruire un corpus di opere di grande qualità e vicinanza stilistica, databili soprattutto negli anni Trenta e Quaranta del Quattrocento e molto influenzate da Sassetta, maestro in effetti di Sano di Pietro. Il probabile esordio del pittore dell’Osservanza, si riconosce nella tavola rappresentante il Cristo morto della collezione Serristori di Firenze.

Tra le opere attribuite al senese anonimo, quindi ascrivibili alla fase giovanile di Sano di Pietro, si ricordano, oltre alla citata Madonna con Bambino, la Natività della Vergine (Asciano, 1437), le Storie di Sant’Antonio Abate che dovevano costituire un unico complesso, forse per una pala d’altare (oggi sono divise tra Parigi, Louvre, New Haven, University Art Gallery, Washington, National Gallery, New York, Metropolitan Museum-Lehman Collection e Siena, Palazzo Squarcialupi), la Madonna dell’Umiltà e Angeli (1435-1438, Siena, Palazzo Squarcialupi) e la Madonna dell’Umiltà con i santi Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria (1435-1440, Pienza, Museo Diocesano).

Unendo dunque le due biografie si ottiene un corpus credibile anche se non sempre omogeneo, dove spesso la fase giovanile risulta qualitativamente migliore rispetto a quella successiva, più ripetitiva e meno originale: durante gli ultimi anni della sua vita, infatti, Sano finisce per caratterizzare la propria produzione con un’ingenua e ripetitiva religiosità.

Muore a Siena nel 1481.

Leggi di più...

Tutte le opere di

Sano di Pietro
Dettagli Museo

La Fondazione Monte dei Paschi di Siena è stata costituita il 28 agosto 1995 con il conferimento dell’attività Bancaria e si configura come la banca più antica al mondo ancora operante. Ha sede nel Palazzo Sansedoni, che si affaccia su Piazza del Campo, e si impegna a svolgere attività filantropiche nei settori culturali, artistici ed ambientali.

La fondazione conserva e valorizza due collezioni: quella di Opere d’Arte e quella Malandrini di Fotografia Senese; entrambi i fondi sono completamente digitalizzati e consultabili on-line. La prima raccolta comprende oggi 57 pezzi che cercano di raccontare il panorama artistico senese che è stato disperso nel corso dei secoli. È stata istituita un’apposita commissione di studiosi e storici dell’arte volta ad individuare opere della scuola senese tra il XIII e il XVIII secolo. Tra queste, si ricordano di Segna di Bonaventura la Madonna col Bambino in trono, San Bartolomeo, Sant’Ansano e una donatrice, la Santa Lucia del Maestro dell’Osservanza, la Madonna col bambino e il San Giovannino del Brescianino, la Santa Cecilia di Ventura Salimbeni, il Compianto sul Cristo morto di Francesco Vanni, di Rutilio Manetti il San Girolamo penitente e la Sacra famiglia con Maddalena di Bernardino Mei.

La raccolta Malandrini è intitolata al suo fondatore, Ferruccio Malandrini, a sua volta fotografo, e viene istituita nel 1975. Raccoglie fotografie storiche e documentarie relative al suo territorio, risalenti al periodo tra il 1853 e il 1950. La collezione è raccolta in 135 unità. Le unità rappresentano la suddivisione del collezionista avvenuta per nuclei tematici, per provenienza, per caratteristiche tecniche e storiche, e contano in totale 11.389 esemplari.

Leggi di più...