Madonna con Bambino in trono, san Bartolomeo, sant’Ansano e una donatrice

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Segna di Bonaventura

Madonna con Bambino in trono, san Bartolomeo, sant’Ansano e una donatrice

Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Siena
Dettagli Opera

La tavola cuspidata in origine faceva parte di una pala d’altare. Essa raffigura la Madonna con il Bambino in trono e ai lati, in dimensioni più piccole, due santi: sulla destra Sant’Ansano, uno dei quattro patroni di Siena, vestito con un manto rosso e con in mano una croce, mentre sulla sinistra Bartolomeo. Il santo indossa un ampio mantello scuro sopra una veste riccamente decorata e tiene un libro nella mano coperta dal manto. Le due figure sono identificate dalle iscrizioni ai loro piedi. In primo piano sulla destra, ai piedi della Vergine e di Sant’Ansano, si vede la donatrice e committente della tavola, di dimensioni ancora più piccole rispetto ai santi. Ella è inginocchiata con le mani giunte in preghiera e indossa un’ampia veste viola.

Il fondo della tavola è completamente d’oro.

La composizione è semplice ma in essa il pittore mostra di conoscere le novità apportate alla pittura senese da Simone Martini e Ugolino di Nerio, in particolare nell’espressione dolce della Vergine col volto reclinato, mentre il gesto naturale del Bambino che tira il velo della madre e la decorazione del trono ricordano la sua Maestà di Castelfiorentino.

L’opera è datata tra la fine degli anni Dieci e la prima metà degli anni Venti del Trecento.

Prima del 1924 si trovava presso Bonvini di Firenze per poi passare alla collezione Bondi, nella stessa città, dove è registrata in quell’anno. Successivamente, e fino al 1937, la tavola era a San Domenico di Fiesole, nella villa della Luna di Luigi Pisa, che nel settembre del 1938 vendette il dipinto al Circolo Artistico di Venezia. L’anno seguente Alfredo Geri rivendette l’opera con corretta attribuzione a Segna di Bonaventura. Dopo un lungo periodo trascorso nelle Filippine, nel gennaio del 1991 l’opera fu battuta da Christie’s di New York, quindi tra il settembre e l’ottobre di quell’anno giunse di nuovo a Firenze. Dopo altri passaggi di proprietà e vendite d’asta, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena acquistò l’opera presso Christie’s di Londra nell’asta del 2 dicembre 2008.

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Dettagli Autore

Fu un pittore senese attivo tra il 1298 e il 1331 circa. Era cugino del più celebre artista Duccio di Buoninsegna, che fu per lui un maestro ed un riferimento. Segna, infatti, fu un fedele seguace e divulgatore dello stile di Duccio e solo nella fase più tarda della sua carriera subì le influenze di Simone Martini.

Tra le prime opere, intorno al 1306, dipinse una tavoletta per la Magistratura della Biccherna a Siena, nel Palazzo Pubblico. Qui lasciò anche una raffigurazione della Vergine nel 1319 e due anni dopo un pannello. Sono opere certe di Segna, perché firmate, la Maestà della Collegiata di Castelfiorentino, un polittico oggi frammentario (Siena, Pinacoteca Nazionale), il Crocifisso del Museo Puškin di Mosca e un trittico diviso tra il Metropolitan Museum di New York e Assisi.

Segna ebbe due figli, Niccolò e Francesco, che tramandarono la sua bottega.

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Tutte le opere di

Segna di Bonaventura
Dettagli Museo

La Fondazione Monte dei Paschi di Siena è stata costituita il 28 agosto 1995 con il conferimento dell’attività Bancaria e si configura come la banca più antica al mondo ancora operante. Ha sede nel Palazzo Sansedoni, che si affaccia su Piazza del Campo, e si impegna a svolgere attività filantropiche nei settori culturali, artistici ed ambientali.

La fondazione conserva e valorizza due collezioni: quella di Opere d’Arte e quella Malandrini di Fotografia Senese; entrambi i fondi sono completamente digitalizzati e consultabili on-line. La prima raccolta comprende oggi 57 pezzi che cercano di raccontare il panorama artistico senese che è stato disperso nel corso dei secoli. È stata istituita un’apposita commissione di studiosi e storici dell’arte volta ad individuare opere della scuola senese tra il XIII e il XVIII secolo. Tra queste, si ricordano di Segna di Bonaventura la Madonna col Bambino in trono, San Bartolomeo, Sant’Ansano e una donatrice, la Santa Lucia del Maestro dell’Osservanza, la Madonna col bambino e il San Giovannino del Brescianino, la Santa Cecilia di Ventura Salimbeni, il Compianto sul Cristo morto di Francesco Vanni, di Rutilio Manetti il San Girolamo penitente e la Sacra famiglia con Maddalena di Bernardino Mei.

La raccolta Malandrini è intitolata al suo fondatore, Ferruccio Malandrini, a sua volta fotografo, e viene istituita nel 1975. Raccoglie fotografie storiche e documentarie relative al suo territorio, risalenti al periodo tra il 1853 e il 1950. La collezione è raccolta in 135 unità. Le unità rappresentano la suddivisione del collezionista avvenuta per nuclei tematici, per provenienza, per caratteristiche tecniche e storiche, e contano in totale 11.389 esemplari.

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