Agnolo di Cosimo (Il Bronzino)

Dettaglio Artista

Angiolo (o Agnolo) di Cosimo Tori detto Bronzino nacque a Firenze nel 1503. Qui studiò per un periodo nella bottega di Raffaellino del Garbo ma per la sua formazione fu determinante il rapporto con Pontormo: il suo stile, infatti, influenzò fortemente la pittura del Bronzino.

Le prime opere importanti di Agnolo furono ritratti per una prestigiosa committenza: nel 1533 dipinse il duca di Urbino, Guidobaldo, quindi Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi e Ugolino Martelli, che si datano tra il 1533 e il 1540. In essi emerge già l’abilità del pittore nel restituire le fisionomie dei personaggi raffigurati ma anche le loro vesti, i gioielli, i preziosi accessori. Emerge anche quel disegno fermo e netto, quella pittura algida, dai colori chiarissimi e freddi che tendono a bloccare l’immagine, tipica del Bronzino. Uno stile che l’artista arricchì studiando Michelangelo e che rese sempre più scultoreo, semplificando le forme.

La pittura di Bronzino tende infatti al rilievo; non restituisce la freschezza degli incarnati o la varietà delle passioni: le sue figure tendono ad essere solide come il marmo e ad esibire un contegno distaccato, aristocratico e altero.
Nel 1540 entrò alla corte di Cosimo de’ Medici, divenuto granduca di Toscana appena un anno prima. Ritrasse Cosimo, la moglie Eleonora di Toledo con i figli e i membri più illustri della famiglia. Questi furono raffigurati in ritratti di piccole dimensioni per lo studiolo di Cosimo, progettato da Giorgio Vasari in Palazzo Vecchio. Proprio a Palazzo Vecchio affrescò la cappella di Eleonora di Toledo con le Storie di Mosè e nella volta le apoteosi di San Francesco, San Girolamo, San Giovanni, l’Arcangelo Michele (1545-1564).

Bronzino lavorò anche a Pisa, sempre per Cosimo, e qui dipinse il ritratto di Luca Martini, ingegnere delle bonifiche (Firenze, Galleria Palatina) e una tavola per il duomo. Tornato a Firenze completò gli affreschi del Pontormo nella basilica di San Lorenzo. Nel 1563 fu tra i fondatori dell’Accademia del Disegno, una associazione di artisti creata da Cosimo e dal Vasari che si occupava della tutela delle arti e degli artisti. Continuò a lavorare soprattutto per i Medici ma non fu solo un pittore elegante e raffinato. Egli infatti fu anche poeta e colto letterato, vero uomo di corte: amava il Petrarca, al tempo molto in voga, e scrisse diversi sonetti galanti, come quelli indirizzati alla bella Laura Battiferri, moglie di Bartolomeo Ammannati, anche lei letterata. Bronzino scrisse pure composizioni umoristiche e fu accademico della Crusca.

Morì nel 1563.

Leggi di più...