Dettaglio Artista

Andrea Mantegna nasce nel 1431 a Isola di Carturo, un paese nel padovano, dal falegname Biagio. A soli dieci anni viene adottato dal pittore Francesco Squarcione ed entra nella sua bottega a Padova come allievo e garzone; già nel 1445 risulta iscritto alla corporazione dei pittori della città. A Padova, Mantegna trova un vivace clima umanistico-antiquario, influenzato dalla pittura di Paolo Uccello e Filippo Lippi, e riceve un’educazione classica che arricchisce con l’osservazione diretta delle opere padovane di Donatello. Ai tempi della sua formazione e fino al 1457, si data la decorazione della cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani: Mantegna raffigura le Storie di San Giacomo e San Cristoforo, oggi quasi del tutto perdute a causa dei bombardamenti del 1944. Grazie a copie antiche e a fotografie, conosciamo la maturità dello stile di Mantegna, raggiunta attraverso una particolare interpretazione antiquaria dell’umanesimo unita all’uso di una linea dura, quasi scultorea.

In seguito alla decorazione agli eremitani, per la chiesa di Santa Giustina a Padova, Andrea realizza il Polittico di San Luca, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, che rappresenta il primo passo verso l’unificazione prospettica dello spazio dipinto, unificazione che culmina nella Pala di San Zeno, commissionata per l’altare maggiore dell’omonima basilica a Verona, con altissimi vertici di illusionismo. Nel 1453 Mantegna sposa Niccolosa Bellini, figlia di Jacopo e sorella di Gentile e Giovanni Bellini, tra i più importanti e famosi pittori veneziani del tempo.

Nel 1460 Ludovico III Gonzaga chiama Andrea a Mantova, dove diviene pittore di corte. Entro quattro anni, realizza le decorazioni interne del Castello di San Giorgio, in particolare il cosiddetto Trittico degli Uffizi, e la pala con la Morte della Vergine in cui viene bandita ogni citazione antiquaria. Almeno fino al 1474, Mantegna continua a lavorare al castello, decorando la Camera Picta per la moglie del marchese, Barbara di Brandeburgo, capolavoro della sua produzione per il coinvolgimento dello spettatore nello spazio pittorico. Spiccano in questi anni il Ritratto del cardinale Ludovico Trevisan (1459-1460) e il Ritratto di Francesco Gonzaga (1461). Sotto Federico II Gonzaga, il successore di Ludovico, tra il 1497 e il 1502, comincia a realizzare le nove tele con il Trionfo di Cesare in Gallia, un ciclo in cui il pittore si fa interprete della rinascita dell’antico nel celebrare il suo mecenate come un nuovo Cesare.

Dal 1487, Mantegna si trova a Roma presso la corte papale di Innocenzo VIII che intende affidargli la decorazione della cappella del nuovo edificio del Belvedere in Vaticano; il ritorno a Mantova avviene tre anni dopo, nel 1490. La produzione degli anni Novanta è caratterizzata dalla continuazione della serie dei Trionfi, dalla realizzazione del Cristo morto, oggi alla Pinacoteca di Brera, apice degli studi sulla prospettiva e sul naturalismo più estremo, della Madonna della Vittoria, commissionata da Francesco Gonzaga per celebrare la vittoria ottenuta nella battaglia di Fornovo del 1495 contro i francesi e della Pala Trivulzio (1497), già destinata all’altare maggiore della chiesa di Santa Maria in Organo a Verona e oggi conservata nella Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano.

Il matrimonio tra Francesco II Gonzaga e Isabella d’Este, nel 1490, vede il ritorno di Mantegna come pittore della corte mantovana. In occasione delle nozze, Mantegna realizza la decorazione per lo studiolo della moglie del marchese, che lo impegnerà fino al 1502. Elisabetta commissiona un ciclo con soggetti mitologici e allegorici e Mantegna esegue due tele del Parnaso (1497) e del Trionfo della Virtù (1499-1502), complesse composizioni di personaggi e di allegorie di non facile interpretazione.

Le opere degli ultimi anni, 1505-1506, sono caratterizzate da una sfumatura quasi malinconica, da toni bruni e un uso sapiente e innovativo della luce e del movimento. Sono attribuite a questa fase le due tele destinate alla sua cappella di sepoltura nella basilica di Sant’Andrea a Mantova, il Battesimo di Cristo e la Sacra Famiglia con la famiglia di Giovanni Battista, e il San Sebastiano a Venezia, alla Galleria Franchetti.

Andrea Mantegna muore a Mantova il 13 settembre 1506. Viene sepolto nella basilica di Sant’Andrea a Mantova di Leon Battista Alberti, decorata da allievi e dal giovane Correggio.

 

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